07 agosto 2014

PORT AUGUSTA E LE SOGLIE DEL RED CENTER

Come ogni mattina ci siamo rimessi sulla strada dopo aver fatto rifornimento di benzina. Lasciamo le strade collinose di Adelaide direzione Port Augusta.  Questa tappa è una delle piu importanti per noi perchè, circa 60 anni fa, mio nonno si imbarcò dall' Italia per raggiungere l'Australia impiegando 42 giorni di navigazione e Port Augusta è il posto in cui ha vissuto per circa 2 anni lavorando alla costruzione della ferrovia. Questo paese è anche chiamato infatti il Crossraods of Australia dove si diramano strade e linee ferroviarie che si dirigono a nord verso Darwin, a est o ovest verso Sydney o Perth e a sud verso Adelaide. Siamo arrivati verso ora di pranzo e abbiamo parcheggiato in un parco al centro cittá per mangiare. Subito ci siamo resi conto di essere ormai alle soglie dell'outback, cioè della parte centrale e piu deserta di questo immenso continente. La temperatura era piu alta di almeno 10 gradi, il paese era sospeso in una sorta di staticitá tipica del far-west e tantissimi aborigeni gironzolavano per le strade perfettamente in armonia con il resto della popolazione. Dopo pranzo abbiamo fatto due passi attorno alla cittá che ha una struttura a quadrilatero con piccole strade che si intersecano l'una con l'altra. Sono ancora visibili alcune strutture dei primi insediamenti europei come un grande edificio per l'acquedotto, l'ufficio postale ricostruito poi negli anni '70 e l'immensa banchina del molo famosa per essere stata il punto di scarico di cammelli importati dall'India nella seconda metá dell'800 da un esploratore irlandese. È stato emozionante camminare per le vie di questa storica cittadina e pensare che una volta anche mio nonno era passato di li. Poco prima del tramonto decidiamo di raggiungere la prima Roadhouse del deserto, Pimba, che offre uno spiazzale per potersi accampare la notte.
Immaginate una linea retta rossa su un foglio che corre dritta per centinaia di km prima di incontrare una lieve curvatura. Lo scenario è meraviglioso: la terra è di un colore tra l'arancio e il rossastro cosparsa di arbusti verdi chiamati Buffel Grass e rarissimi alberi verde scuro che spiccano solitari sulle distese infinite. Sui margini della strada sono numerosi i cartelli che avvisano della presenza di canguri e bestiame liberi, ma purtroppo gli unici canguri che riusciamo a vedere sono quelli morti sul ciglio della strada e stormi di corvi che banchettano sulle carcasse di qualche pecora. Ogni tanto capita di vedere in lontananza delle formazioni vulcaniche che escono dalla terra e sembrano colline a cui è stata tagliata la cima: sono i Mesa, le famose colline con cima piatta tipiche del red Centre. Il cielo si abassa dritto davanti a noi e si estende illimitatamente ai nostri lati dandoci la sensazione di poter toccare le nuvole bianche e nitide come se fossero disegnate.



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