La scorsa domenica, finalmente liberi dai pensieri riguardo alla prossima presentazione in power point, a come ritagliare ogni singola ora per poter riuscire a fare tutto, ci siamo presi un intero giorno lontani dalla città, dal rumore e dalla frenesia di Sydney e siamo andati alla scoperta delle Blue Mountains.
Le Blue Mountains costituiscono un Parco considerato patrimonio nazionale sia perchè è pieno di specie animali e vegetali rari e rocce molto antiche, sia perchè è un territorio sacro per gli Aborigeni. Sono chiamate Montagne Blu perchè i pendii sono ricoperti da alberi di eucalipto che rilasciano nell'aria un finissima polverina blu, così che quando dall'alto dei sentieri ti soffermi ad ammirare la valle, sembra che la montagna sia blu; in realtà devi capitare nella stagione e nell'ora giusta per poter scorgere realmente questo colore; normalmente, come è successo a noi, riesci solo a vedere che il verde degli alberi non è perfettamente verde ma sembra avere un tonalità più bluastra.
Il giorno prima Tony aveva preparato tutte le mappe con i percorsi da fare, perchè dovete sapere che ci sono 140 percorsi diversi; quindi ne aveva scelti due, i più suggestivi, ed aveva programmato la partenza per le 7.20 di mattina visto che il Parco dista 2 ore di treno da Sydney.
Ma la mattina dopo, nonostante la carica e la voglia di andare della sera prima compresa preparazione del pranzo al sacco con tanto di pane e frittata, ci siamo svegliati alle 9 e mezza, un pò troppo in ritardo per riuscire a prendere il treno delle 7.20. Cosi tra le imprecazioni di Tony e io che cercavo di calmarlo e di preparare tutto il più in fretta possibile, siamo usciti di casa e abbiamo preso il primo treno che passava; morale della storia, siamo arrivati all'1 a Katoomba, un paesino proprio ai piedi della montagna da cui si diramano alcuni dei sentieri.
Appena scesi dal treno , siamo stati travolti dall'aria 'fresca' e pulita della montagna; fortunatamente avevamo portato anche un paio di pantaloni lunghi altrimenti ci saremmo congelati. Quindi abbiamo preso un cappuccino dal caffè della stazione, abbiamo chiesto indicazioni al nonnino che ci ha preparato un ottimo cappuccino, di quelli che non se ne bevevano da un pò, e ci siamo incamminati. Prima di arrivare all'ingresso del sentiero bisognava attraversare il paesino, tante casette piccole e in legno costeggiavano la strada e noi ci chiedevamo come passassero le loro giornate gli abitanti di Katoomba. Una volta arrivati al punto dove iniziavano tutti i vari sentieri, dobbiamo ammettere che non è stato molto facile trovare quello che volevamo fare noi perchè le indicazioni erano pessime. Bisogna farla questa nota negativa perchè solo dopo aver imboccato 3 volte la strada sbagliata e chiesto indicazioni ad un altro ragazzo, siamo riusciti finalmente a capire dove dovevamo andare. Il resto del percorso per fortuna era segnalato bene.
Il sentiero si sviluppava principalmente in mezzo al bosco dove ci siamo imbattuti in alberi mastodontici e antichissimi e ogni tanto si usciva allo scoperto costeggiando i pendii e trovandoti così da una parte la parete della montagna e dall'altra lo strapiombo sulla valle infinita: una vista davvero mozzafiato. La particolarità delle rocce è che sono visibilmente stratificate, questo perchè miliardi di anni fa la montagna è piano piano emersa dal mare.
Il primo sentiero che abbiamo percorso conduceva alle Three Sisters, 3 rocce quasi identiche, una dietro l'altra che sporgono da un lato della montagna. Il secondo invece alle Leura Cascades.
Abbiamo camminato per 5 ore, godendoci la tranquillità della montagna, con suoni particolari di uccelli mai sentiti prima e dell'acqua che ad un certo punto si sentiva scendere da qualche parte lassù dalle vette. A Leura abbiamo ripreso il treno per ritornare nella city, nel mondo reale. Sul treno siamo crollati dal sonno nonostante gli schiamazzi di 4 bambini che hanno gridato e corso su e giù per il treno ininterrottamente. La scena si è conclusa con un bambino che si affaccia al nostro sedile e Tony che gli dice: "'A finisti?", io che facevo finta di non conoscerlo, e il bambino: " I don't speak italian!".....che poi come ha fatto a capire che era italiano non si sa!!!
Il sentiero si sviluppava principalmente in mezzo al bosco dove ci siamo imbattuti in alberi mastodontici e antichissimi e ogni tanto si usciva allo scoperto costeggiando i pendii e trovandoti così da una parte la parete della montagna e dall'altra lo strapiombo sulla valle infinita: una vista davvero mozzafiato. La particolarità delle rocce è che sono visibilmente stratificate, questo perchè miliardi di anni fa la montagna è piano piano emersa dal mare.
Il primo sentiero che abbiamo percorso conduceva alle Three Sisters, 3 rocce quasi identiche, una dietro l'altra che sporgono da un lato della montagna. Il secondo invece alle Leura Cascades.
Abbiamo camminato per 5 ore, godendoci la tranquillità della montagna, con suoni particolari di uccelli mai sentiti prima e dell'acqua che ad un certo punto si sentiva scendere da qualche parte lassù dalle vette. A Leura abbiamo ripreso il treno per ritornare nella city, nel mondo reale. Sul treno siamo crollati dal sonno nonostante gli schiamazzi di 4 bambini che hanno gridato e corso su e giù per il treno ininterrottamente. La scena si è conclusa con un bambino che si affaccia al nostro sedile e Tony che gli dice: "'A finisti?", io che facevo finta di non conoscerlo, e il bambino: " I don't speak italian!".....che poi come ha fatto a capire che era italiano non si sa!!!














































