Sedicesimo giorno di viaggio e ultima tappa, il bestione è riuscito a portarci a destinazione: Darwin. La temperatura è altissima ed è assurdo pensare che sia sole invernale, infatti qui non distinguono le stagioni come inverno ed estate ma come dry season wet season. La prima visita è al giardino botanico, un immensa distesa di piante provenienti principalmente dalla foresta amazzonica, dall’India e da questa parte dell’Australia. Davvero un grande lavoro dei pionieri del 1800 che hanno collezionato tutti questi semi. Il giardino è gratis e permette una piacevole passeggiata in un museo di opere d’arte naturali come i baobab. Stanchi del viaggio del giorno prima e indeboliti dal sole, ci siamo diretti al campeggio programmando la visita della città per il giorno dopo.
Darwin è una città in via di espansione con un attivissimo porto e riesce a mantenere lo standard di un paese anche se in realtà è una metropoli rinata nel dopo il ciclone del 1976 che l’aveva praticamente rasa al suolo. Inoltre è l’unica città australiana ad aver avuto un ruolo attivo nella Seconda Guerra Mondiale, usata come appoggio strategico dalle truppe statunitensi e rasa al suolo dai bombardamenti missilistici giapponesi: i caduti sono commemorati lungo l’esplanade, una passeggiata sulla costa. Nel centro è stata costruita una laguna artificiale per permettere un bagno sicuro nelle acque dell’oceano dominate dalla presenza di squali e sopratutto dalle mortali cubo meduse. La città è inoltre piena di gallerie d’arte aborigena e negozi estivi e in questo periodo c’è un Festival musicale che offre concerti gratuiti e spettacoli per tutta la città. Anche se abbiamo trascorso solo due giornate qui, Darwin ci ha fatto proprio una bella impressione con la sua solarità e tranquillità, un posto ideale per vivere.
La consegna del Bestione è stato l’evento che ha chiuso definitivamente i nostri 4500 km lungo i quali abbiamo avuto modo di riflettere e pensare accompagnati dai paesaggi di questa bellissima parte di mondo che porteremo sempre nei nostri ricordi. Una lunga attesa in aeroporto ci attende per tornare indietro da dove siamo partiti quasi un anno fa…
















