27 luglio 2014

THE INCREDIBLE JOURNEY


Siamo arrivati al grande giorno! Le valigie sono chiuse e hanno riacquistato il tipico volume che assumono quando sono piene di vestiti e ricordi. Nonostante la dura selezione degli indumenti e di ciò che non fosse indispensabile per il nostro ritorno, abbiamo avuto difficoltà a fare quadrare i 30kg a testa che abbiamo a disposizione.
Lunedì mattino, ore 9am, il ritiro del grande mezzo che ci porterà in giro per 4000km, carico bagagli, ultimi saluti e prevista partenza alle ore 10.30am.
12 le tappe che andremo a fare, attraversando 2 stati (South Australia e Northern Territory) ed un deserto. Ci aspettano tante nuove avventure, tante foto e nuove emozioni.

Un saluto a Melbourne che è stata la nostra casa per quattro mesi e un arrivederci ai nostri amici Phoebe and Rob, ci mancheranno le vostre schitarrate e la vostra compagnia!!!!( See you soon Phoebe and Rob, we're gonna miss your strums and your lovely company!!!)
Mavi you are simply awesome, we'll wait for you in Italy, lot of love!!
Ciaoooo

22 luglio 2014

ALLA SCOPERTA DEL QUEENSLAND


E anche questa puntina è stata piantata sul mappamondo: la Grande Barriera Corallina e la Foresta Pluviale di Dantree, paesaggi mozzafiato, flora e fauna unici al mondo. Ma cominciamo dal principio.

Siamo partiti lunedi mattina con un volo delle 7 am che siamo riusciti a prendere dopo mille peripezie notturne per raggiungere l'areoporto e siamo atterrati a Cairns verso le 10. Appena scesi dall'aereo una ventata di caldo tropicale ha avvolto i nostri corpi costringendoci a togliere i mille strati di felpe a magliette che avevamo addosso venendo dal freddo di Melbourne. E' così affascinante come all'interno di uno stesso continente, nella stessa stagione, ti possa spostare dagli 8 gradi di una ventosa metropoli ai 28 gradi  tropicali di una cittadina sulla barriera corallina! Al resort troviamo Alida e Paola ad attenderci beatamente distese a bordo piscina. Vi lascio immaginare che emozione rivederle dopo così tanto tempo, baci e calorosi abbracci si consumano sotto il sole caldo del Queensland. Purtroppo,  proprio perchè non bisogna mai parlare troppo ad alta voce, dopo poco il tempo cambia e il vento diventa l'indiscutibile protagonista della giornata. Nonostante ciò, decidiamo di raggiungere una spiaggia consigliata dalle fanciulle che sono super informate e organizzatissime. Così prendiamo un autobus eterno che probabilmente avrà fatto tutto il giro della punta nord del Queensland prima di raggiungere Trinity Beach, ma "it doesn't matter" perchè abbiamo così tante cose da raccontarci che non ha importanza dove siamo e cosa facciamo. Date le condizioni meteorologiche non ci resta che scattarci alcune foto sulla spiaggia deserta e pranzare in un tipico cafè australiano. Dopo pranzo decidiamo di andare a visitare Cairns: il paese si presenta come una tipica cittadina turistica che ha cambiato la sua conformazione negli anni per adattarsi alla gran quantità di turisti presenti nell'area in ogni momento dell'anno. Un lungomare costeggiato da alberi annodati e luci colorate fino a raggiungere quella che gli abitanti chiamano Lagoon, ossia una grande pozza d'acqua salata profonda un metro e compresa di bagnino, ottenuta dalla bonificazione del litorale paludoso e delle mangrovie. Serata nel locale dello yacht Club e già fantasticavamo sull'escursione del giorno dopo alla Green Island eccitati di sguazzare tra i pesci della barriera corallina. 

Alle 10.30 il catamarano è partito dalle coste dell'Australia per raggiungere questo piccolo isolotto dotato ormai di tutti i confort necessari per ospitare turisti: alberghi, ristoranti, negozi e spiagge attrezzate...di selvaggio ormai è rimasto poco e niente. Ma nonostante questo, la distesa di mare verdastro, dovuto al fondale fangoso e sabbioso, che nascondeva meravigliosi coralli e la spiaggia bianca che confluiva nella vegetazione pluviale ci hanno fatto sentire come appena approdati su un'isola deserta. Così tra foto ed esclamazioni di gioia, abbiamo ritirato maschera e pinne e via verso i fondali della barriera corallini. Alida e Paola coraggiosissime si sono subito tuffate nelle acque non proprio calde dell'oceano pacifico, mentre io e Tony abbiamo sofferto un pò l'ingresso, ma un attimo dopo aver avvistato il primo pesce ci siamo dimenticati di tutto. In realtà le maschera che avevamo in dotazione erano alquanto scarse, quindi dovevamo in continuazione sciacquarle per evitare che si appannassero, ma fortunatamente questo non ci ha impedito di vedere le migliaia di pesci grandi, piccoli, tonalità blu e violette o rosse, a strisce gialle bianche e nere, è impossibile descriverli tutti e sopratutto definirli. Non siamo riusciti a vedere Nemo ma ad un certo punto ho visto un'ombra sotto di me, mi sono girata, e una gigantesca tartaruga marina mi è passata davanti agli occhi non curante della mia presenza. Subito ho afferrato la pinna di Tony che prontamente si è girato e come un bambino istintivamente è andato giù per toccare il guscio. E' stato davvero emozionante nuotare in mezzo a tutti quei pesci straordinari, vederli viaggiare sincronizzati in branco e nascondersi nel corallo, passarti lentamente ad un palmo dagli occhi e poi velocemente fuggire via nelle profondità dell'oceano. Oltre alle varie immersioni abbiamo anche girato un pò l'isola ammirandone la vegetazione e la staticità e divertendoci ad osservare i cinesi, e in generale gli asiatici, coperti dalla testa ai piedi e con tanto di ombrellini...loro si che prendono alla lettera i cartelli di avvertimento che dicono di proteggersi con cappello e crema! Abbiamo passato la serata al resort in compagnia di un buon vino e tante tante tante chiacchiere.

Il terzo giorno abbiamo deciso di affittare una macchina per andare verso nord e raggiungere Cape Tribulation, così chiamata dal famoso Capitan Cook che vi approdò dopo mille peripezie con la sua nave. La prima tappa è stata Mossman Gorge, una gola rocciosa che ospita un sentiero di 2,4 km immerso nella foresta pluviale con un fiume che lo percorre. Passeggiando lungo il sentiero abbiamo potuto ammirare varie specie di piante ed alberi centenari che, per adattarsi alla scarsità di luce tipico di questo tipo di foreste, hanno esteso le loro radici all'esterno del suolo allungandole e assumendo le forme più strane. Il tipico animale di queste zone è il Cassowary, una specie di struzzo dai colori un pò atipici. Dopo aver scattato qualche foto ed ammirato i coraggiosi turisti farsi il bagno nell'acqua fredda del fiume, ci siamo rimessi in macchina. Le coste nord australiane sono a tratti sabbiose e rocciose, con la vegetazione tipica di un posto dove il sole c'è per la maggior parte dell'anno. Questa parte dell'Australia è anche famosa per la grande produzione di canne da zucchero da cui poi si ricava il rum. Nel periodo di produzione, in alcune zone è vietato l'uso di dispositivi elettronici che potrebbero innescare mini esplosioni a causa dell'alta concentrazione di etanolo nell'area. Abbiamo quindi raggiunto Dantree Village, un paesino all'interno di un enorme parco nazionale dove si può ammirare la foresta pluviale che sfocia nella costa sabbiosa e diventa un tutt'uno con il fondale marino. Abbiamo deciso di non sostare e di andare direttamente a Cape Tribulation visto che ormai il sole stava per tramontare...sì è strano, essere circondati da alte temperature e ambienti così estivi e avere il sole che tramonta alle 4 di pomeriggio perchè in realtà è inverno! Comunque, dopo avere attraversato il fiume a bordo di un pontone, unico mezzo per raggiungere l'altra sponda, siamo finalmente approdati nella famosa spiaggia. E' stato mozzafiato: la marea aveva fatto ritirare l'acqua del mare per centinaia di metri e tutte le mangrovie mostravano le loro radici fino a qualche ora prima sommerse dall'acqua. La spiaggia era ricoperta di minuscole palline di sabbia che formavano disegni degni del più ingegnoso architetto: non siamo riusciti a capire come questi granchi possano fare un tale lavoro. Con il sole alle spalle ci siamo messi sulla strada di ritorno fermandoci a Port Douglas per cenare e ammirare le stelle.

L'ultimo giorno è iniziato con una sorpresa: un chiodo piantato volutamente sul lato di una ruota della macchina. Increduli e arrabbiati per l'accaduto, abbiamo cambiato la ruota e ci siamo rimessi in viaggio pianificando soluzioni per risolvere la situazione, in quanto l'assicurazione non copriva tale danno. Abbiamo trascorso la giornata in una delle spiagge deserte poco distanti da Palm Cove godendo dell'ultimo sole e delle ultime ore insieme ad Alida e Paola. Dopo pranzo siamo ritornati a Cairns per trovare un meccanico e farci aggiustare la ruota prima di riconsegnare la macchina. Tutti gli sforzi sono stati vani: ruota irreparabile (in Australia). L'unica soluzione era quella di dire la verità all'agenzia; così tutti d'accordo, togliamo il chiodo, sistemiamo il bagagliaio come lo avevamo trovato e consegnamo la macchina. Appena scesi, un addetto al controllo subito si avvicina per controllare mentre noi entriamo dentro per parlare con la signora. Ma proprio mentre Tony stava iniziando a raccontare il fattaccio, l'addetto entra urlando "all good, all good"; uno scambio di sguardi e subito decidiamo di stare zitti e filarcela via. Rifiutando l'invito della signora di accompagnarci al resort, usciamo in fretta tra le risate e increduli di averla scampata così. 

Finiscono così questi 4 giorni di sole, passeggiate e natura in compagnia di due splendide persone che  hanno reso la vacanza ancora più indimenticabile. Grazie Ragazze, è stato bellissimo avervi qui!