La Stuart Highway, poco prima di Alice Springs, si dirama a ovest verso Uluru-Katatyuta National Park: la nostra prossima destinazione. La notte precedente ci siamo accampati 80 km prima del parco in un grande Roadhouse fornito di docce e free camp. Abbiamo passato una serata da veri viaggiatori nel deserto: un piacevole fuoco, pasta e fagioli preparati direttamente sulla brace e birra.
Uluru è il nome aborigeno di questo enorme monolite che giace al centro dell'Australia. È considerato dagli Aborigeni un luogo sacro perchè qui i loro antenati venendo da nord avevano trovato questo posto come un luogo perfetto per le loro cerimonie. Attorno a questo monte girano storie antiche e misteriose che il popolo aborigeno degli Anangu tramanda di generazione in generazione e che abbiamo avuto il placere di ascoltare da un ranger che ci ha guidato per una parte del sentiero attorno ad Uluru. Il ranger ci ha mostrato i segni sulla roccia che secondo gli aborigeni sono prova delle traccie dei loro antenati, cosidetti Mala. Contrariamente da quello che puo sembrare, Uluru non è un blocco di roccia uniforme, ma presenta cavitá e caverne usate come rifugi per la caccia, luogo di riunione dove gli anziani insegnavano ai bambini, tramite graffiti di varie tonalita di ocra, l arte della caccia e come prendersi cura della comunitá. Altre caverne erano usate come cucine dove le donne preparavano bevande, cibo e medicine a base di erbe e bacche. Dopo aver percorso un sentiero di 10 km intorno al monte ammirandolo da tutte le angolature, ci siamo appostati in una piazzola apposita per aspettare il tramonto: a mano a mano che il sole scendeva I raggi illuminavano Uluru con diverse inclinanazioni colorandolo di varie tonalitá, dal mattone al rosso fuoco al blu e grigio.
L'indomani siamo ritornati all'interno del National Park, questa volta per ammirare l'altra formazione preistorica, meno nota ma non meno affascinante, chiamata Katatyuta che in aborigeno significa 'tante teste'. Prima di intrapendere il sentiero a piedi, ci siamo fermati in una piazzola per vedere l'alba: questa volta I due monti apparivano neri con sfumature blu. Mentre ammiravamo estasiati e ancora addormentati l'alba, siamo stati interrotti da due signori inglesi di circa 70 anni che ci hanno chiesto gentilmente di scattargli una foto; la cosa bella è che per ringraziarci "ci hanno permesso" di farci una foto con I loro due compagni di viaggio: due orsacchiotti di peluche (vedere foto).
Il percorso che abbiamo scelto di fare, lungo circa 8 km e chiamato Valley of the Wind, ci ha permesso di passare tra le valli e le gole che si sono formate in mezzo a queste teste che in tutto sono circa 36 massi. Bisogna ammettere che il percorso è stato molto piu suggestivo di quello di Uluru. Stavolta ci siamo trovati proprio intrappolati tra le pareti scoscese e rosse di roccie antichissime, immersi in una natura aspra che permetteva la sopravvivenza solo di alcune specie rarissime di piante, circondati dal cinguettio di uccelli multicolore. L'aria gelida al mattino diventava sempre piu calda e sembrava bruciare la pelle cosi come aveva gia bruciato tanti tronchi attorno a noi.
Quello che possiamo consigliare a coloro che dopo aver letto questo blog vogliano intraprendere un viaggio in questo parco nazionale è: visitare entrambe I siti, Uluru e Katatyuta, e prima di mettersi in cammino da soli attorno ad Uluru, seguire il ranger lungo il Mala Walk che vi aiuterá a capire molto sulla cultura aborigena, sulla loro politica-spiritualitá e perchè non ci si deve arrampicare sul monolita (purtroppo in molti ancora lo fanno).



































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