Abbiamo lasciato l'estate di Sydney, le magnifiche persone che avevamo trovato li e la spensieratezza dei primi tempi quando ancora tutto sembrava cosi lontano e possibile. Siamo atterrati in questa città, circondati da un'architettura completamente diversa, impietriti dall'umidità e distratti dai suoi abitanti che cercano di esprimere le proprie inimitabili personalità vestendosi nei modi più disparati possibili e sopratutto tingendosi i capelli. E' incredibile quante persone, di ogni età, abbiano i capelli colorati: rossi, blu , verde, qualche viola, come se ci fosse una sorta di trend di cui evidentemente non siamo a conoscenza ma che richiama in modo armonioso i colori dei murales sparsi in ogni angolo e vicolo della città, gli orologi fluorescenti di Federation Square e alcuni palazzi spigolosi e vivaci che spuntano qua e la tra le rotaie dei tram. Melbourne è Stravagante & Colorata.
Ma pian piano ci stiamo abituando e stiamo iniziando ad apprezzare quello che questa città offre: ci sono cafè dappertutto con esposti in vetrina dolci millestrati creme e cioccolato che naturalmente Tony deve demolire in meno di un minuto, pub dove ogni giorno propongono musica dal vivo, per non parlare dei mille ristoranti in cui puoi degustare ogni tipo di cucina, anche quella del più sconosciuto stato dell'Asia. Dicono anche che Melbourne sia la città del cioccolato, ma dobbiamo ancora scoprire quel lato.
Nel frettampo siamo andati a fare un giro al museo del cinema e nel quartiere di St Kilda dove c'è la spiaggia e cosi abbiamo assaporato anche l'oceano d'inverno.
Per quanto riguarda l'argomento lavoro, io sto continuando il tirocinio e Tony nella solita pizzeria. Ho parlato la settimana scorsa con il mio "meraviglioso" boss perchè avevo intenzione di finirla lì visto che comunque era più di un mese ormai che andavo, lui non aveva accennato nessun discorso riguardo la mia posizione , quindi avevo deciso di prendere io in mano la situazione e parlargli. Inaspettatamente lui mi ha detto che mi avrebbe dato un rimborso per questo mese e che gli sarebbe piaciuto testarmi un altro pò per capirmi meglio. Queste sono state più o meno le sue parole. Ho accettato perchè....come fai a dire di no? Sto imparando un sacco di cose, mi ha fatto intendere che la cosa potrebbe avere un futuro e, anche se l'avesse detto solo per sfruttarmi un altro mesetto, io comunque il rischio lo devo correre.
Insomma stiamo cercando di vivere questi mesi come se fosse una normale vita, con una chiara quotidianità e un preciso futuro, ma chiaramente così non è. Siamo circondati da enormi dubbi, dall'attesa di risposte, dalla speranza di cambiamenti, ma non la voglio fare tragica anzi, forse proprio questo è il bello.
































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